Cenni storici

Caprino Bergamasco. E’ citato come comune autonomonegli statuti di Bergamo del XIV e XV secolo dove si prescrive l’unione fiscale a Celana e Cisano. Nelle descrizioni confinarie di fine ‘300 viene citato nelle coerenze dei comuni di Monte Marenzo, La Bretta (Torre dè Busi) Brivio (oggi Cisano), Palazzago, Pontida e Gronfaleggio(Pontitda) che trovansi tuttora in confine diretto col comune in parola. Coerenze e riferimenti topografici contenuti negli strumenti definiscono un territorio che, come oggi, dal torrente Sonna si spingeva fino al confine della Valle Imagna, occupando il bacino imbrifero del torrente Sommaschio e della Valle sambuco (Codice Patetta, 1996). Nel 1596 risulta suddiviso nei cinque comuni autonomi di Caprino, Celanella (con Formorone), Perlupario, S.Antonio ed Opreno.
Con una circoscrizione corrispondente al censuario di metà Ottocento è registrato in tutte le fonti fino al 1797 quando assorbe i comuni di Celanella e Formorone formando un’unità amministrativa provvisoria territorialmente coincidente alla parrocchia di S.Biagio. Nel 1805 ridimensiona la sua circoscrizione per l’erezione in comune distinto di “Celanella con Formorone” che viene riassorbito con la concentrazione dei comuni del 1809. Nel 1816 i due comuni di “Celanella con Formorone” e Caprino vengono ricostituiti secondo le circoscrizioni precedenti al decreto napoleonico di concentrazione(coincidenti con quelle dei censuari), ma già nel 1818 vengono definitivamente riuniti. Da questa data non subisce altre variazioni fino al 1927 quando aggrega S.Antonio d’Adda e raggiunge l’estensione attuale. Dal 1861 è registrato nelle fonti ufficiali con la denominazione di Caprino Bergamasco.
Celana. E’ citato come comune autonomo negli Statuti cittadini del XIV e XV secolo dove, per fini fiscali, si prescrive l’unione con Caprino e Cisano. In seguito è assorbito da Caprino.
Celanella. E’ citato come comune autonomo nella relazione di G. Da Lezze nel 1596 dove si elencano come sue contrade Bleggio e Formorone, registrato, quest’ultimo, anche tra le contrade di Caprino. Si separa da Formorone nel corso del XVIII secolo. Il comune, così ridimensionato, è registrato fino al 1797, quando viene assorbito da Caprino. Nel 1805, in unione a Formorone, riacquista la sua autonomia. Nel 1809 viene aggregato a Caprino; nel 1816 viene ricostruito e nel 1818 è aggregato definitivamente a Caprino.
Formorone. Si separa da Celanella nel corso del XVIII secolo (già nel 1729, secondo quanto risulta da estimo conservato presso l’archivio comunale di Caprino Bergamasco – Istituzioni del territorio, 1997). Compare come comune autonomo in tutte le fonti successive fino al 1797, quando viene aggregato con Celanella a Caprino.
Opreno. Compare per la prima volta nella relazione del Da Lezze del 1596. In seguito, ad eccezione del Prospetto delle distanze del 1740, è registrato in tutte le fonti consultate fino al 1797, quando viene utito a S.Antonio, in quanto ricadente nella medesima circoscrizione parrocchiale.
Perlupario. Con la qualifica di comune è registrato per la prima volta nella relazione del La lezze del 1596. In seguito viene elencato distintamente in tutte le fonti consultate fino al 1797 (Prospetto di divisione del territorio bergamasco) quando, appartenendo alla parrocchia di S.Antonio, viene assorbito dal comune di S.Antonio.
Sant’Antonio d’Adda. E’ citato con la qualifica di comune a partire dalla fine del XVI secolo (Da Lezze, 1596). Con una estensione circoscritta alla porzione meridionale dell’omonimo censuario ottocentesco, è registrato in tutte le fonti consultate fino al 1797, quando aggrega le comunità di Perlupario ed Opreno e raggiunge l’estensione del comune censuario. Dal 1812 al 1816 è aggregato a Caprino. Dal 1816 non si registrano altre variazione fino al 1927 quando viene aggregato definitivamnte a Caprino Bergamasco. La denominazione di Sant’Antonio d’Adda è stata introdotta con R.D. n. 1426 del 28 giugno 1863.

Riferimenti geostorici

Comuni storici compresi: Caprino Bergamasco, Celana, Celanella, Formorone, Opreno, Perlupario, Sant’Antonio d’Adda.

Comuni censuari: Caprino, Celanella con Celana e Formorone, S.Antonio con Opreno e Perlupario.

Superficie territoriale (Ha):

  1596 1776 1805 1853 1861 1901 1921 1936 1961 1991 2001 2002 2003 2004

CAPRINO BERGAMASCO

     
344

   
363

860 860 860 860 860 860 860

SANT'ANTONIO D'ADDA

      480     506              

 

Demografia :

 

  1596 1776 1805 1853 1861 1901 1921 1936 1961 1991 2001 2002 2003 2004
CAPRINO BERGAMASCO
384 1550 (1) 656
1449

1513 1652
1802

2386 2161 2675 2813 2845 2861 2867
CELANELLA
224 (2) 272                      
FORMORONE
  (2)                        
PERLUPARIO
114 (3)                        
OPRENO
113 (3)                        
SANT'ANTONIO D'ADDA
104 570 439 570 570 659 693              

(1) Comprende anche parte degli abitanti di Cisano. (2) Abitanti conteggiati con Caprino (parr. di S. Biagio). (3) Abitanti conteggiati in Sant’Antonio (parr. di S.Antonio)


Ediz. Provincia di Bergamo 2000
Paolo Oscar Oreste Bellotti
ATLANTE STORICO DEL TERRITORIO BERGAMASCO
Geografia delle circoscrizioni comunali e sovracomunali dalla fine del XIV secolo ad oggi

CAPRINO BERGAMASCO 1596

Questa è una terra posta in colle o costa dei monti di Bema che sono assai boni, carichi de vigne et castagne che ne fanno in tanta quantità che supplisse al bisogno di tutta quella valle et ancora per venderne, essendo i vini dei megliori dil Bergamasco; ma grani non si raccolie tanto che possi bastar per sei mesi del anno, se bene la terra vale fin scudi trenta la pertica. Col quale comune sono compresi ancora un loco chiamato la Cava et Bema di poche case et la Piaza distante mezo milio et in oltre le infrascritte contrade, videlicet:
Campolongo Casal Botagia Portola Prato Prà Luer
Costa S.ta Maria Zonca Opreno Blexio Cà Zerbin
Prata Formoron Celanella Cà di Cugni S.to Antonio Cavivino
Ombria
Et notta che quelli lochi che non sono descritti particolarmente sono contrade et non comuni et Cavrin di Sotto, Cava, Piazza, Sona et Ben. Da Bergomo vi sono milia XII et più et dal fiumme Adda milanese soli milia doi. Il tener o circuito o pur territorio di essa terra può esser intorno un milio. Qui resiede il Commissario over Vicario col suo palazzo dove habita et rende raggione con l’auctorità et utilità già desritte. In questa terra vi sono fochi n. 80, anime 384: homini dalli 18 fino alli 55 n. 106, il resto vecchi, donne et putti. Nel qual numero sono descritti soldati delle ordinanze: sei archibusieri, quatro pichieri, moschettieri niuno; galeotti quatro et quelli guastadori che per la caratta del estimo gl’aspettano, qual è de L.14:11 in valle. Il comun non ha beni nè proprii nè comunali se non un pò di riva o piazzola della quale non si cava niente. Si estraze per sorte ogn’anno un console fori da un bossolo ove in bolletini ne sono descritti vinti et finiti questi se rinova il detto numero, il qual console con sallario de L. 60 l’anno scode tutte le gravezze spettanti al comun conforme all’estimo et le page poi al tesorier generale come fanno gl’altri consoli. Et questa ellectione dei 20 imbosolati vien fatta dal consilio, quale si concrega alla presenza et nel loco del Comissario che è uno per casa, con doi sindici che rivedono i conti al console, quali hanno di sallario L. 3 per uno et soldi 30 al giorno quando vengono a Bergomo. Onde il console può maneggiar per conto del comun circa d.ti 200 al’anno. Nel particolar vi sono persone ricche che hanno stabili et mercantie nei borgi di Bergomo per mille ducati d’entrata et altri dai cento fino li 700. Si traffica de panni in essa terra et di sarze de intorno 12 pezze per sorte, ma li trafichi sono fatti da mercanti et da ricchi in Bergomo et negociano in altre parti del mondo come nella Marca et Roma dove sono quatro o sei di questa terra molto ricca in mercantia. In questa terra risiede il medico, il quale è pagato da tutta la valle con sallario de L. 400 l’anno. Et per esser la terra assai honorevole di persone et di habitationi et loco de confin vi praticano però molti Milanesi , la qual praticha rende gran disgusto a quelli populi, perchè caminando con l’arme et con li principali vivono della loro braura in gran timore. S.to Biasio chiesa parochial ha de entrada circa scudi 250, tiene un capellan et un altro capellan con sallario de d.ti 50;// tiene in un’altra chiesa detta S.to Antonio di Prada lontan mezzo milio dalla terra. Vi sono diversi che hanno fatto legati per dar ogn’anno a poveri certa quantità di formento, nel qual maneggio il comun fa doi deputadi di principali del loco, ma molti non pagano et i poveri rimangono ingannati. Li ss.ri Rettori giudici in questo delegati coll’intervento di monsignor rev.mo Vescovo provedono ai bisogni. D. Pietro Sozzo habitante in Caprino, havendo XII famiglie de massari et altri sopra li suoi beni, il numero delle anime è compreso in quello del comun, ha lire tre di estimo in valle et però fa comun da per sè, contribuendo un archbuggiero delle ordinanze, con la debita porzione nel resto delle gravezze toccanti alla valle per la carratta del detto estimo./

Celanella
È terra sparsa in monte sotto ancora due altri nomi, Blezzo et Formoron, che sono contrade, lontana da Bergomo milia XII et da Adda confin all’incontro de Brevi milia 4.
Vi sono in tutto fochi n. 42, anime 224; vecchi n. 13, homini da fatione n. 66, il resto donne et putte. Di questo numero ve ne sono descritti per soldati delle ordinanze: archibusieri n.1 , pichieri n. 1, moschetieri niuno; galleotti n. 1, con la portione poi debita del guastador conforme all’estimo della valle qual è de L. 3:9. Questo comun è povero, non ha alcuna sorta de beni. Si governa con un console con sallario de L. 32, rende conto a doi sindici quali hanno ancora loro un sallario L.3 per uno, pagando le gravezze al tesoriero generale, onde il suo maneggio può importar intorno d.ti 80. E’ tutta povera gente non raccoliendo grani per il viver de due mesi, ma vino da vender et pure la terra vale L. 100 la pertica. Sono sotto la parochia di Santo Biasio di Caprino al curato della quale pagano la decima. Dispensano a poveri undeci stara di formento che fanno in pane di un lasso che è per la Misericordia di quel loco che non ha altra entrada governata dai sindaci. //

Perluaro
Terra situata a pè del monte chiamato Val Cava qual ha di circuito circa mezo milia, lontan da Bergomo 14 milia et dalli confini verso Adda et Brevi milanese circa 3 milia, dove è il porto altre volte nominato. Quelli monti di Valcava sono comunali da circa pertiche 200 de quali però non si cava niente. In questa terra vi sono fochi n. 28, vecchi n. 4, homini n. 43, donne et putti 73. Summano in tutto n. 144. De quali ne sono descritti per soldati delle ordinanze: archibustieri n. uno, nel resto niente et galeotto uno, pagando poi la portione del guastador che gli spetta secondo l’estimo qual è in valle de L. 2:2:3. Governa il comune un console con sallario de L. 30 l’anno, rendendo conto ai doi sindici sallariati de L. 2 l’anno, quale scode secondo detto estimo le taglie et paga le gravezze al thesorier della valle, potendo questo maneggio importar l’anno intorno d.ti 40, scodendo da ogni fogolaro et non dalle persone soldi 20 l’anno. Tutti sono poveri che non cavano il viver per tre mesi dell’anno et vino anco poco, tutto ciò le terre vagliono scudi 22 in 24 la pertica. Beni della Misericordia sono formento stara 16 incirca et L. 4 de danari quali da deputati sono dispensati alle povere persone di detto comun et pertinentie sue tanto per bocca.

S.to Antonio
In collina è sparsa questa terra , lontana da Bergamo milia XII et da confini verso Brevi milanesi milia 3 in circa. Fogi o case n.21, anime n.104: homini da facion n.30, il resto donne, putte et vecchie. Fra questi vi sono descritti soldati delle ordinanze:archibuseri n.uno, nel resto niente; galeotto uno. Ha poi la debita portione del guastador secondo l’estimo della valle qual’è de L. 2:2. Il console con sallario de L.35 l’anno governa il comune rendendo conto a doi sindici, scode le taglie et paga le gravezze al tesorier generale, che può manegiar all’anno circa d.ti 60. Ogni persona paga soldo uno et un altro soldo per fogolar. Queste persone non sono ricche, ma anco poverissime perchè ognun di loro ha qualche cosa, ma però poco. Raccolti per sei mesi de grani, ma vino abbondantamente, tutta via la terra vale scudi 25 la perticha. Non ha parochia questo comun ma il curato loro è di S.toAntonio, chiesa sotoposta a quella di Caprino. La misericordia ha formento stara 13 si dispensa a poveri da sindici.

Opreno
La terra di Opreno è al monte sparsa dietro alla strada, lontana da Bergomo milia XII et dal Adda, Brevi milanese milia sei. Vi sono fogi o case n. 21, anime n.113 cioè:vecchi n. 4, homini da fatione n. 42, il resto donne et putte. In questi sono descritti soldati dell’ordinanze: archibusieri n.2, pichieri n. 2, moschetieri niuno et galeotti n. 2. Il comune non ha beni et è governato da console et ha di sallario L. 20 l’anno et dà conto a doi sindici, scodendo le taglie et pagando le gravezze al thesorier della valle con l’estimo de L. 6:6, maneggiando il console intorno d.ti 40 all’anno. Questi della terra vivono quasi tutti del suo et hanno raccolto per il loro viver aiutati massime dalle castagne, che ne sono in quantità et vino abbondantamente, valendoli le terre fino scudi 20 la pertica. Ha per la Misericordia stara doi et mezzo di formento che si fa in pane et dai sindici si dispensa a poveri.


GIOVANNI DA LEZZE
DESCRIZIONE DI BERGAMO E DEL SUO TERRITORIO
1596

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