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Il
Rosa raccoglie un luogo catalogo delle famiglie
illustri di Caprino nei secoli “gloriosi”
dell’importante centro: i Caravini, i Plazoni,
i Della Zonca, i Laini, i Sozzi del ramo dei Cavazzori,
che possedevano una colombaia con l’aspetto
di torre, col torchio ora scomparso.
I Sozzi avevano comprato i terreni della famiglia
Moretti dè Mangili , da cui discese un Giuseppe
Mangili, professore di storia naturale all’Università
di Pavia, scopritore dell’ammoniaca contro
il veleno della vipera, morto nel 1829. Tra i Sozzi
troviamo un Cristoforo da Caprino, commissario che
ordina le cautele sanitarie a Rossino e Lorentino
in occasione della peste del 1630, un dottore Carlo,
giurisperito, traduttore degli statuti della valle
nel 1753, un medico di tutta la valle, un teologo
del duomo di Milano nel 1712 don Giambattista, un
don Carlo filosofo, un altro don Carlo vicario generale
a Milano, Giuseppe Sozzi, vicario di Caprino a 26
anni nel 1795, lettore di filosofia in Seminario.
Altro Sozzi famoso è Luigi morto a Londra
a 28 anni nel 1809 dove molto prometteva coi suoi
studi severi sulla storia inglese.
Il Cantù ricorda la passione venatoria di
molti bergamaschi e l’attenzione soprattutto
alle tese: “sono celebri nei fasti venatori
la passata dei Ferretti, le polissene dè
Mazzoleni, le tese dei Sozzi sopra Celana; quella
del Pertusio sopra Carenno, disposta dal sacerdote
Giuseppe Sozzi vicario di Caprino, che per comodo
della messa vi edificò una cappella, è
la più vasta uccellanda di tutta la Lombardia
; nel 1823 vi si presero 43.000 uccelli”.
Cita poi un Francesco Arrigoni di Caprino, dal cardinale
Federico Borromeo, adoperato per interpretare codici
gregi e morto canonico della cattedrale di Bergamo
il 1645, autore di molti libri: il Panegirico al
signor Vincenzo Malipiero, Belisario cieco, Santa
Maria Egiziaca... opere “riboccanti dè
concettini propri del tempo”.
Altri personaggi sono legati alla storia della vicina
Pontida: i fratelli Alberto e Andrea, figli del
fu Guido della Sirela che fecero donazione delle
loro terre all’ospitale di S.Giacomo per i
pellegrini, annesso al monastero di Pontida (1176);
un Guglielmo de la Zonca, benefattore dello stesso
convento nel 1333; Giampiero Pellegrini, autore
di un memoriale sulla traslazione delle reliquie
da Pontida a Bergamo dopo il saccheggio di Bernabò
Visconti del 1373; “Vanono de Plazonibus de
Caprino, civi Pergamense” cioè Vanozzo
Piazzoni, notaio di fiducia della commenda di Pontida,
tra l’altro del cardinale Bessarione (documento
del 18 aprile 1472).
Un terzo gruppo di personaggi è legato alla
storia risorgimentale e ai primi decenni del nuovo
regno d’Italia.
Di Caprino è Luigi Adolfo Biffi, il più
giovane eroe garibaldino, morto a Calatafimi il
15-5-1860 quando non aveva ancora 16 anni.
Francesco Nullo sosta a Caprino prima della spedizione
in Polonia.
A Caprino visse, sposa in seconde nozze a Pietro
Sozzi di Caprino, Teresa Mallegori mazziniana e
fervente patriota oltre che distinta pittrice. Esule
a Lugano dopo il ’48 col fratello Pietro,
fu poi amnistiata e tornò a Caprino dove
ebbe ospite, come precettore dei figli Gabriele
Rosa (che dedicò al padre di lei, Andrea,
stimato avvocato l’operetta così ricca
di dati sulla valle S.Martino). Morì a Bergamo
il 1862. Suo figlio Pietro fu discreto autore di
melodrammi come Memorie del Diavolo e Adelina. Morì
a Caprino nel 1885.
Il librettista Antonio Ghislanzoni, visse gli ultimi
anni della vita dal 1881 al 1893 a Caprino. E’
ricordato con una stele nei giardini pubblici.
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